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Normativa

Quadro regolatorio

Il primo semestre 2010 è stato contraddistinto da diversi interventi legislativi di impatto sul mercato dei servizi pubblici locali.

Il 22 luglio 2010 il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento attuativo della riforma dei servizi pubblici locali, di cui all’art. 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008, n.112, convertito con modificazioni dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133 e s.m.i.. Il testo prevede, in particolare, l’onere in capo agli enti locali di emanare una delibera quadro entro un anno dall’entrata in vigore del regolamento, a valle di una verifica sulla realizzabilità di una gestione concorrenziale dei servizi pubblici locali. Viene altresì disposta la soglia oltre la quale un affidamento in house sarà soggetto al parere dell’Autorità Antitrust, che equivale ad un valore economico del servizio di 200mila euro. Sono quindi elencati i principi generali oggetto del bando di gara, tra i quali si segnala un prevalere dei criteri qualitativi di valutazione delle offerte sui criteri riferiti al prezzo, per le procedure aventi ad oggetto sia la qualità del socio, sia l’attribuzione ad esso di compiti operativi. All’interno del bando di gara verrà indicato anche il valore dei beni in caso di subentro del nuovo gestore, ovvero un importo pari al valore contabile originario non ancora ammortizzato, facendo salve le disposizioni di settore e gli accordi stipulati prima dell’entrata in vigore del regolamento.

Per quanto riguarda i servizi energetici, si evidenziano alcuni principi guida da tener in considerazione nel recepimento delle normative comunitarie in materia di energia (in particolare la Direttiva 2009/72/CE per il mercato interno dell’energia elettrica e la Direttiva 2009/73/CE per il mercato interno del gas naturale), disposti dalla Legge Comunitaria 2009 (Legge 4 giugno 2010, n. 96). In linea generale, i criteri seguono la necessità di garantire maggiore concorrenza e maggiore efficienza, anche attraverso processi di aggregazione tra piccole imprese, dei mercati energetici. Inoltre, sul piano regolatorio si dispone un più intenso coordinamento tra attività dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas e dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Per quanto riguarda il mercato del gas naturale, tra i criteri direttivi si evidenziano la predisposizione di sistemi di misurazione “intelligenti”, al fine di diversificare più efficacemente i prezzi di fornitura; la necessità di assicurare un’adeguata separazione delle attività della filiera (trasporto, bilanciamento, distribuzione, stoccaggio); l’introduzione di strumenti di valorizzazione delle reti; la previsione di una tutela particolare in termini di condizioni economiche e di continuità nella fornitura, sia per i clienti civili, sia per i clienti non civili con consumi inferiori o pari a 50mila metri cubi annui, da considerarsi “clienti vulnerabili”. Infine, il provvedimento, nel recepimento della Direttiva 2009/28/CE, in tema di promozione dell’energia rinnovabile, esplicita un principio di semplificazione dei processi autorizzativi per la costruzione e l’esercizio degli impianti alimentati da fonti rinnovabili. Con riguardo all’incentivazione di tali risorse energetiche interviene la manovra economica approvata con Legge 30 Luglio 2010, n. 122, di conversione del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica. In particolare, la norma prevede un decreto ministeriale da emanarsi entro la fine dell’anno volto a stabilire particolari criteri per ridurre gli oneri generali del sistema elettrico. Tali criteri dovranno garantire che l'importo derivante dal ritiro del Gestore del Servizio Elettrico dei certificati verdi, a decorrere dalle competenze del 2011, sia inferiore al 30% rispetto a quello relativo alle competenze 2010 e che tale riduzione derivi per un 80% dal contenimento della quantità di certificati verdi in eccesso. Il provvedimento conferma anche il carattere non tributario della Tariffa di Igiene Ambientale, che, nonostante sia entrata in vigore con il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è stata oggetto di diversi pareri istituzionali sulla sua natura giuridica.

Altre novità legislative riguardano gli impianti soggetti al sistema di scambio delle quote di anidride carbonica (CO2), per i quali è intervenuta la Legge 19 luglio 2010, n. 111, di conversione del decreto legge 20 maggio 2010, n.72 recante misure urgenti per il differimento dei termini in materia ambientale e di trasporto, nonché per l'assegnazione di quote di emissione CO2. Tale provvedimento dispone una nuova assegnazione delle quote per il periodo 2008-2012, agli impianti entrati in esercizio dopo aprile 2009 che non avevano ricevuto le debite quote a seguito dell’esaurimento della “riserva nuovi entranti” (pari a 27 milioni di tonnellate di CO2).

Si evidenzia, inoltre, il decreto legge 8 luglio 2010, n.105, che conferisce al Consiglio di Ministri l’incarico di raggiungere un’intesa con regioni e province autonome per l’individuazione degli interventi urgenti connessi alla trasmissione, distribuzione e produzione di energia.

Infine, in materia di servizio idrico integrato, si segnala la disposizione prevista dalla Legge 26 marzo 2010, n. 42 che all’art. 1.1 quinquies stabilisce una prossima soppressione delle Autorità d'ambito territoriale, con mandato alle regioni di conferire le funzioni esercitate da dette Autorità secondo principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.

 
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